Se non sai cosa vuol dire una parola qua la trovi sicuramente.
Le altalene per il settore pubblico sono regolamentate dalla UNI EN 1176-2:2019, all'interno della quale vengono distinte in varie tipologie.
Gruppo di sedili sospesi individualmente in modo flessibile a travi trasversali portanti che sono disposte attorno a un asse centrale (un punto centrale), generalmente in numero di sei - (rif. UNI EN 1176-2:2019 punto 3.5)
Sedile sospeso a una o più travi trasversali portanti collocato in modo che possa oscillare in direzione perpendicolare o longitudinale rispetto alle travi trasversali nella posizione orizzontale più praticabile - (rif. UNI EN 1176-2:2019 punto 3.3)
Sedile sospeso individualmente in modo flessibile ad una trave trasversale portante che può oscillare avanti e indietro lungo un arco perpendicolare rispetto alla trave. (rif. UNI EN 1176-2:2019 punto 3.2)
Sedile o piattaforma con cavi o catene che si incontrano in un punto di fissaggio in modo tale che l'altalena può muoversi in tutte le direzioni. (rif. UNI EN 1176-2:2019 punto 3.4)
Sedile dotato di un supporto più grande per il corpo destinato a utilizzatori più giovani o meno abili, generalmente progettato in modo da impedire all'utilizzatore di scivolare attraverso gli elementi costruttivi che circondano il sedile. La distanza minima dal suolo in posizione ferma deve essere 350 mm (rif. UNI EN 1176-2:2019 punto 3.12)
Sedile con ampia superficie destinata a più utilizzatori, in genere sedili di altalena a nido d'ape o cestello, sedili di altalene con un unico punto di sospensione, sedili a pneumatico e letti oscillanti. Per i sedili delle altalene di gruppo, la distanza minima dal suolo in posizione ferma deve essere 400 mm. Per i sedili delle altalene di gruppo con una parte inferiore flessibile, la distanza libera dal suolo deve essere 400 mm minimo misurati dal lato inferiore della parte rigida del sedile nella sua posizione più sfavorevole. Nel caso di altalene "a contatto" con pneumatici verticali come sedili, la distanza libera dal suolo può essere ridotta fino a un minimo di 100 mm (rif. UNI EN 1176-2:2019 punto 3.13)
Sedile senza spalliera e senza protezioni laterali. La distanza minima dal suolo per le altalene a utilizzo singolo in posizione ferma deve essere 350 mm. (rif. UNI EN 1176-2:2019 punto 3.11)
Altezza di caduta libera massima per la quale una superficie fornisce un livello accettabile di attenuazione dell'impatto.
Distanza verticale massima tra il supporto appositamente destinato al corpo e l'area di impatto sottostante.
Area che può essere urtata da un utilizzatore dopo una sua caduta attraverso lo spazio di caduta.
Sotto tutte le attrezzature per aree da gioco con un'altezza di caduta libera maggiore di 600 mm e/o sotto le attrezzature che provocano un movimento forzato sul corpo dell'utilizzatore (per esempio altalene, scivoli, attrezzature oscillanti, funivie, giostre, ecc.), deve esserci una superficie ad assorbimento di impatto dell'intera area di impatto. L'altezza di caduta critica della superficie deve essere uguale o maggiore all'altezza di caduta libera delle attrezzature. I materiali ad assorbimento di impatto dovrebbero essere sottoposti ad adeguata manutenzione. La mancata manutenzione di tali superfici provoca una notevole riduzione della proprietà di assorbimento dell'impatto.
Dispositivo destinato a impedire che l'utilizzatore cada e passi di sotto.
I Criteri Ambientali Minimi (CAM) sono i requisiti ambientali ed ecologici definiti dal Ministero dell'Ambiente volti ad indirizzare le Pubbliche Amministrazioni verso una razionalizzazione dei consumi e degli acquisti fornendo indicazioni per l'individuazione di soluzioni progettuali, prodotti o servizi migliori sotto il profilo ambientale. Gli acquisti verdi devono tener conto dell'intero ciclo di vita di un prodotto o servizio, dal suo smaltimento, alla sua disponibilità sul mercato, alla trasparenza della filiera produttiva. https://www.holzhof.com/it/servizi/cam-criteri-ambientali-minimi
Le catene per le attrezzature per aree da gioco devono essere conformi ai requisiti dimensionali del prospetto 2 della EN 818-2:1996+A1:2008, 0 del prospetto 2 della EN 818-3:1999+A1:2008, come minimo e, quando sottoposte a prova in conformità al punto D.5, devono essere conformi a uno dei seguenti requisiti:
Sono corde sospese che sono fissate alla struttura in un'unica estremità. Per le corde sospese di lunghezza compresa tra 1 m e 2 m, la distanza tra le corde fissate a un'estremità e le attrezzature fisse non deve essere minore di 600 mm e la distanza tra le corde fissate a un'estremità e le attrezzature oscillanti non deve essere minore di 900 mm. Le corde fissate a un'estremità non devono essere associate ad altalene nella stessa zona.
Sono corde sospese che sono fissate alla struttura da entrambe le estremità. Per una corda fissata alle due estremità, generalmente da arrampicata e non facente parte di una struttura in rete più grande, non deve essere possibile fare un cappio nella corda di larghezza sufficiente a permettere il passaggio di una sagoma C (tronco mm 89x157) o di una sagoma E (testa piccola diam. 130 mm). Questo requisito ha lo scopo di eliminare il rischio di strangolamento. Il diametro della corda deve soddisfare i requisiti relativi alla presa totale indicati nel punto 4.2.4.6 (dimensione compresa tra 16 e 45 mm). Le corde con una ruvidezza sufficiente consentono una buona presa totale. Questo si può ottenere, per esempio, utilizzando trefoli esterni con un diametro di almeno 6 mm. Quando una fune fissata a entrambe le estremità è utilizzata assieme a un altro elemento, si deve fare attenzione a non creare situazioni di intrappolamento per testa e collo (esempio fune di arrampico fissata per accedere su una rampa). (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 4.2.12.2)
Elemento destinato ad aiutare l'utilizzatore a mantenere l'equilibrio. I corrimano non devono trovarsi a meno di 600 mm e a più di 850 mm ai di sopra della posizione dei piedi. I corrimano devono essere conformi almeno ai requisiti per la presa parziale (progettato per essere afferrato parzialmente e avere una larghezza non maggiore di 60 mm). (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 3.22)
L'attrezzatura deve essere progettata in modo da evitare l'intrappolamento fra attrezzatura e superficie del suolo (vedere prospetto 1). Questo si può ottenere mediante:
Per le attrezzature di Tipo 1, 2, 3 e 4, quando misurato dal perimetro dell'attrezzatura nelle sue posizioni più estreme, lo spazio di caduta deve essere pari a un minimo di 1000 mm (vedere figura 9). Quando l'attrezzatura è destinata ad essere utilizzata in posizione eretta, lo spazio di caduta deve essere di 1 500 mm minimo. Per le attrezzature oscillanti di tipo 2, 3 e 4 l'area di impatto deve avere un'altezza di caduta critica di almeno 600 mm. (rif. UNI EN 1176-6:2019 punto 4.10)
Attrezzatura che può essere messa in movimento dall'utilizzatore e generalmente caratterizzata da un elemento rigido che oscilla attorno a un supporto centrale. L'attrezzatura può essere dotata di uno o più sedili o sedute. Il movimento basculante/oscillante dipende dal tipo e dalla configurazione di fissaggio. I dondoli per il settore pubblico sono regolamentati dalla norma UNI EN 1176-6:2019, all'interno della quale vengono distinti in varie tipologie. (rif. UNI EN 1176-6:2019 punto 3.1)
Attrezzatura nella quale può avvenire solo il movimento verticale. (rif. UNI EN 1176-6:2019 punto 3.2)
Attrezzatura con più componenti di supporto. II movimento dipende dalla posizione e dal tipo di componenti di supporto - (rif. UNI EN 1176-6:2019 punto 3.4)
Attrezzatura in cui avviene un movimento sia verticale sia orizzontale (multidirezionale) che può risultare in un movimento fluttuante. (rif. UNI EN 1176-6:2019 punto 3.6)
Attrezzatura fissata in modo che il movimento, principalmente orizzontale, sia guidato da più assi paralleli ed abbia una sola direzione (avanti e indietro). (rif. UNI EN 1176-6:2019 punto 3.5)
Attrezzatura ad un singolo asse di oscillazione aereo in cui le postazioni dell'utilizzatore, sono flessibilmente sospese al di sotto allo scopo di fornire un moto oscillatorio ulteriormente limitato. (rif. UNI EN 1176-6:2019 punto 3.7)
Elemento di gioco di accesso/ uscita con una pendenza maggiore di 45 gradi rispetto al piano orizzontale (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 3.29)
La EN 71 è una norma europea che disciplina i requisiti di sicurezza dei giocattoli e stabilisce i requisiti di sicurezza e i metodi di prova sui giocattoli destinati ai bambini fino ai 14 anni di età. Questi giochi sono classificati ad "uso domestico" e non dovrebbero essere installati in parchi pubblici (parchi comunali, parchi situati in campeggi o alberghi, parchi sulla spiaggia ecc...) dove solitamente vi è una grossa affluenza di bambini. La normativa è stata recepita e pubblicata in Italia dall'Ente nazionale italiano di unificazione con il nome di UNI EN 71. La serie di norme UNI EN 71 stabilisce che i giocattoli vengano sottoposti a prove per verificare che i materiali che li costituiscono e i loro rivestimenti non cedano sostanze tossiche. I giocattoli non devono avere bordi taglienti, punte acuminate, parti libere che possano danneggiare i bambini. Un altro requisito che le norme europee valutano attentamente è quello dell'infiammabilità. Le norme UNI vietano l'uso di materiali fortemente infiammabili.
In alcuni casi, quali una giostra che imprime all'utilizzatore una velocità orizzontale, l'area di impatto può essere estesa per fornire una protezione adeguata contro le lesioni da caduta. Nel determinare l'area di impatto devono essere presi in considerazione i possibili movimenti dell'attrezzatura e dell'utilizzatore.
Se non diversamente specificato, l'estensione dello spazio di caduta deve essere almeno 1.500 mm attorno alle parti sopraelevate dell'attrezzatura, misurata orizzontalmente e che si estende dal piano di proiezione verticale sotto l'attrezzatura. Lo spazio di caduta deve aumentare per altezze di caduta libere maggiori di 1.500 mm assieme all'estensione dell'area di impatto. Questo requisito può variare in alcuni casi, per esempio essere aumentato, nel caso di movimenti forzati o ridotto, nel caso di attrezzature installate sopra o contro un muro o di attrezzature completamente chiuse. Nella maggior parte dei casi gli spazi di caduta, incluse le aree di impatto, possono sovrapporsi. Non dovrebbe verificarsi una sovrapposizione dello spazio di caduta quando esiste un movimento forzato, se non specificato in altre parti della presente norma. Quando due elementi con altezze di caduta differenti sono situati insieme, tra le due aree di impatto avrà la precedenza quella più grande. (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 4.2.8.2.5)
Lo spazio di caduta deve corrispondere all'area di impatto estesa ad una altezza equivalente all'altezza di caduta libera (D) vedere figura 10. Per tutte le altalene l'estensione dell'area di impatto deve essere calcolata considerando il punto A raggiunto orizzontalmente dal centro del sedile dell'altalena, quando quest'ultimo ha percorso un arco di 60° (che può essere calcolato moltiplicando 0,867 x la lunghezza dell'elemento di sospensione, (h 2) e aggiungendo una distanza fissa S o C (in base alla costruzione della superficie). Nel caso in cui l'area di impatto sia a livello della superficie circostante generalmente in materiale sintetico), la lunghezza supplementare fissa B deve essere 1,75 m e nel caso di superficie incavata (generalmente in materiale granulare sfuso) la lunghezza supplementare fissa C deve essere 2,25 m (vedere figura 10). Inoltre, per un'area di impatto che è a livello con la superficie circostante, dove B è 1,75 m, deve essere prevista un'area supplementare di 0,5 m di lunghezza, nella direzione di oscillazione, che sia libera da ostacoli. L'estensione della superficie ad attenuazione dell'impatto dovrebbe essere basata sull'utilizzo previsto dell'altalena. Gli spazi di caduta dei sedili dell'altalena fissati a differenti strutture portanti dell'altalena non devono sovrapporsi. Lo spazio di caduta può sovrapporsi allo spazio libero quando i sedili dell'altalena sono fissati alla stessa struttura portante, purché siano conformi al punto 4.4.1 della UNI EN 1176-2:2019. Qualora le altalene siano collocate accanto ad altri elementi di attrezzature da gioco, lo spazio di caduta dell'altalena e lo spazio di caduta delle altre attrezzature da gioco non devono sovrapporsi. (rif. UNI EN 1176-2:2019 punto 4.10.2.1)
Attrezzatura che richiede soltanto l'abilità di base per accedere all'attrezzatura e che permette agli utilizzatori di muoversi liberamente e velocemente al di sopra/all'interno dell'attrezzatura, senza ulteriori considerazioni sull'utilizzo di mani e piedi. Il seguente, è un esempio di tre possibilità di accesso in ordine di facilità:
Le fondamenta devono essere progettate in modo da non costituire un pericolo (inciampo, urto). Nei rivestimenti superficiali con materiale sfuso mobile (per esempio sabbia), le fondamenta devono essere installate o posate in conformità ad uno dei seguenti metodi:
La certificazione di Catena di Custodia (Chain of Custody, CoC) garantisce la rintracciabilità dei materiali provenienti da foreste certificate FSC. Grazie a questa certificazione un'organizzazione può garantire la provenienza del legname utilizzato per la realizzazione dei i propri prodotti e quindi dimostrare in maniera corretta, trasparente e controllata il proprio attivo contributo alla gestione forestale responsabile. Il possesso di una valida certificazione FSC di Catena di Custodia è condizione necessaria per poter vendere un prodotto come certificato. https://www.holzhof.com/it/azienda/certificazioni/fsc
Attrezzatura per aree da gioco con cui i bambini si muovono lungo un cavo sfruttando la forza di gravità. Le funivie sono regolamentate dalla UNI EN 1176-4:2019 e si distinguono in due tipi differenti "a sospensione" equipaggiata con un gruppo di sospensione che include una impugnatura per l'utilizzatore (poco utilizzata) "a sedile" equipaggiata con un gruppo di sospensione che include un sedile (molto più in uso). (rif. UNI EN 1176-4:2019 punto 3.1)
La distanza dal suolo è la distanza tra il lato inferiore del sedile o punto più basso dell'impugnatura e la superficie sottostante. (rif. UNI EN 1176-4:2019 punto 4.12)
Per funivie del tipo a sedile non devono essere utilizzati elementi di sospensione rigidi. Se si utilizza un elemento di sospensione flessibile deve essere progettato per impedire qualsiasi rischio di strangolamento. Se è previsto un dispositivo di trazione per il carrello deve essere progettato per impedire il rischio di strangolamento. (rif. UNI EN 1176-4:2019 punto 4.6)
La lunghezza del cavo dal sedile, C1 deve essere di 2100 mm minimo, quando misurata come da figura 2, eccetto quando possa essere ridotta a un minimo di 1800 mm se le parti in movimento del carrello sono racchiuse, non accessibili da parte dell'utilizzatore e non vi è possibilità di intrappolamento per le dita. (rif. UNI EN 1176-4:2019 punto 4.13)
Lo spazio di caduta e l'area di impatto devono essere privi di ostacoli che potrebbero causare infortuni; devono prevedere una distanza di almeno 2000 mm da ciascun lato, quando misurata dal centro del cavo, e una distanza di almeno 2000 mm oltre la fine della posizione di oscillazione (massimo 45°, arresto di fine corsa compresso) dell'impugnatura o del sedile. L'area di impatto può essere ridotta in larghezza simmetricamente dalla fine della corsa fino a un minimo di larghezza complessiva di 2000 mm (vedere figura 4). L'area di impatto deve avere un livello adeguato di attenuazione dell'impatto, almeno equivalente a un'altezza di caduta libera di 1000 mm. Per altezze di caduta maggiori di 1000 mm, le proprietà di attenuazione dell'area di impatto devono essere aumentate proporzionatamente. (rif. UNI EN 1176-4:2019 punto 4.14)
Attrezzatura per aree da gioco dove la funzione principale è ruotare attorno a un asse centrale (rif. UNI EN 1176-5:2019 punto 3.1) Le giostre sono regolamentate dalla UNI EN 1176-5:2019 e si distinguono in diverse tipologie.
I tipi di giostre che hanno requisiti di spazio libero sono determinati nel prospetto 1. L'estensione orizzontale dello spazio libero (vedere prospetto 1) deve essere uguale all'estensione dell'area di impatto. L'altezza dello spazio libero deve essere come indicata nel punto 4.2.8.2.3 della EN 1176-1:2017. Quando le giostre sono installate in prossimità di altre attrezzature dell'area da gioco, l'area di impatto delle giostre di tipo A, B, C ed E non deve sovrapporsi all'area di impatto delle atre attrezzature. (rif. UNI EN 1176-5:2019 punto 4.3)
I tipi di giostre che hanno requisiti di spazio libero sono determinati nel prospetto 1. L'estensione orizzontale dello spazio libero (vedere prospetto 1) deve essere uguale all'estensione dell'area di impatto. L'altezza dello spazio libero deve essere come indicata nel punto 4.2.8.2.3 della EN 1176-1:2017. Quando le giostre sono installate in prossimità di altre attrezzature dell'area da gioco, l'area di impatto delle giostre di tipo A, B, C ed E non deve sovrapporsi all'area di impatto delle atre attrezzature. (rif. UNI EN 1176-5:2019 punto 4.3)
Giostre senza una piattaforma rotante chiusa i cui posti utilizzatore sono definiti da sedili separati, fissati rigidamente all'albero centrale attraverso la struttura di sostegno (rif. UNI EN 1176-5:2019 punto 3.2)
Giostre con una piattaforma rotante chiusa ≥ Ø500 mm i cui posti utilizzatore sono definiti dal lato superiore della piattaforma stessa e/o da sedili o appigli aggiuntivi fissati rigidamente sulla piattaforma e/o sull'albero centrale (rif. UNI EN 1176-5:2019 punto 3.3)
Giostra i cui posti utilizzatore sono fissati in modo rigido o flessibile al lato inferiore della struttura di sostegno rotante. (rif. UNI EN 1176-5:2019 punto 3.4)
Struttura di giostra che è messa in rotazione, attorno a binari circolari piani o ondulati, mediante la forza muscolare (delle mani o dei piedi) trasmessa alle ruote di trazione (rif. UNI EN 1176-5:2019 punto 3.5)
Giostra avente un asse inclinato i cui posti utilizzatore non sono chiaramente definibili (rif. UNI EN 1176-5:2019 punto 3.6)
Giostra con un profilo a tazza, contenente uno o più utilizzatori e che rende difficoltoso il mantenimento della posizione eretta mentre essa è in movimento (rif. UNI EN 1176-5:2019 punto 3.7) tipo F1: di piccole dimensioni, generalmente per un solo utilizzatore tipo F2: di dimensioni più grandi, tipicamente per più utilizzatori
Per ogni tipo di giostra, le altezze massime dei posti utilizzatore non devono essere maggiori delle dimensioni indicate nel prospetto 1. Le aree di impatto intorno alle giostre devono avere un adeguato livello di attenuazione dell'impatto come minimo equivalente all'altezza libera di caduta (vedere prospetto 1) ma sempre almeno 600 mm. L'estensione dell'area di impatto per ogni tipo di giostra è indicata nel prospetto 1 (rif. UNI EN 1176-5:2019 punto 4.2)
L'attrezzatura deve essere marcata in modo leggibile, permanente e in una posizione visibile da terra con almeno le informazioni seguenti: a) il nome e l'indirizzo del fabbricante o del rappresentante autorizzato; b) il riferimento dell'attrezzatura e l'anno di fabbricazione; e c) il numero e la data della presente norma europea, ovvero EN 1176-1:2017 (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 7.1)
Il fabbricante/fornitore deve fornire istruzioni nella(e) lingua(e) appropriata(e) del paese in cui le attrezzature devono essere installate e utilizzate. Le istruzioni devono essere conformi a quanto segue: a) le istruzioni devono essere stampate in modo leggibile e in forma semplice b) quando possibile si devono utilizzare illustrazioni c) le istruzioni devono includere almeno le informazioni seguenti: 1) i particolari relativi all'installazione, all'utilizzo, all'ispezione e alla manutenzione delle attrezzature, 2) un punto o una nota che richiami l'attenzione dell'operatore sulla necessità di aumentare le ispezioni e la manutenzione se le attrezzature sono sottoposte a un utilizzo intensivo e/o se la stabilità delle attrezzature si basa su un pilastro, 3) l'avvertenza a prestare attenzione ai pericoli specifici che corrono i bambini se l'installazione o lo smontaggio sono incompleti oppure durante la manutenzione. Il fabbricante/fornitore dovrebbe fornire agli acquirenti, su richiesta, copie dei rapporti di prova. (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 6.1.1)
Il fabbricante/fornitore deve fornire informazioni relative alla sicurezza dell'installazione prima dell'accettazione dell'ordine, per esempio con una scheda tecnica del catalogo. Queste informazioni devono comprendere almeno quanto segue, se pertinente: lo spazio minimo i requisiti dei rivestimenti superficiali (compresa l'altezza di caduta libera e l'estensione dei rivestimenti superficiali) dettagli delle fondamenta e eventuali disposizioni specifiche perla loro accessibilità durante l'ispezione e la manutenzione le dimensioni complessive della(e) parte(i) più grande(i) la massa della parte/sezione più pesante in chilogrammi una guida relativa alla fascia di età alla quale è destinata l'attrezzatura se l'attrezzatura è destinata esclusivamente per l'utilizzo in interni oppure sotto sorveglianza la disponibilità di parti di ricambio l'attestazione di conformità alla presente norma europea (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 6.1.2)
Unitamente all'attrezzatura, il fabbricante/fornitore deve fornire una distinta delle parti consegnate. Il fabbricante/fornitore deve fornire le istruzioni di installazione per il corretto assemblaggio, montaggio e posizionamento dell'attrezzatura. Queste informazioni devono includere almeno quanto segue: a) i requisiti relativi allo spazio minimo e alle distanze di sicurezza b) l'identificazione delle attrezzature e delle parti c) la sequenza di montaggio (istruzioni per l'assemblaggio e particolari riguardanti l'installazione) d) le istruzioni complementari se necessario, per esempio quelle relative ai simboli che compaiono sulle parti e) la necessità di eventuali utensili speciali, dispositivi di sollevamento, sagome o altri ausili per l'assemblaggio da utilizzare, e le eventuali misure precauzionali da adottare. Quando necessario, si dovrebbero indicare i valori di coppia f) lo spazio costruttivo richiesto per l'installazione dell'elemento dell'attrezzatura g) l'orientamento, quando è necessario, rispetto al sole e al vento h) i particolari relativi alle fondamenta necessarie in condizioni normali, l'ancoraggio al terreno e la progettazione e posizione delle fondamenta (con un'avvertenza circa le precauzioni che si dovrebbero adottare in caso di condizioni anomale) i) dettagli delle fondamenta e eventuali disposizioni specifiche perla loro accessibilità durante l'ispezione e la manutenzione j) le istruzioni specifiche nel caso in cui-sia necessaria una particolare configurazione del terreno per un funzionamento sicuro, per esempio un'altezza di caduta k) l'altezza di caduta libera (ai fini delle superfici ad assorbimento di impatto) l) la necessità di e i dettagli relativi all'applicazione di eventuali vernici o trattamenti m) la rimozione degli ausili per il montaggio prima dell'utilizzo delle attrezzature I disegni e gli schemi devono specificare chiaramente le dimensioni principali delle attrezzature e lo spazio, le altezze e le aree pertinenti necessarie per l'installazione. Il fabbricante/fornitore deve fornire i particolari necessari per l'ispezione delle attrezzature per aree da gioco prima del loro primo utilizzo. (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 6.1.3)
Pericolo rappresentato dalla situazione in cui un corpo o una parte di un corpo, o un indumento, possono rimanere intrappolati. (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 3.18)
Le attrezzature dovrebbero essere costruite in modo da non creare le seguenti situazioni pericolose, che potrebbero provocare l'intrappolamento: a) aperture rigide completamente circoscritte (racchiuse) realizzate in superfici sulle quali i bambini possono correre o arrampicarsi; e b) prese per i piedi e perle mani, ecc. sporgenti da queste superfici. Le superfici progettate per correre/camminare non devono presentare alcuno spazio che possa intrappolare il piede o la gamba. Gli spazi nella direzione principale di spostamento non devono essere maggiori di 30 mm quando misurati attraverso la direzione di spostamento. Questo requisito non è applicabile alle superfici con un'inclinazione maggiore di 38° rispetto al piano orizzontale. (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 4.2.7.5)
Riguarda le aperture in cui le dita possono rimanere intrappolate mentre il resto del corpo si muove o continua il movimento forzato, per esempio di scivolamento, altalena, oppure le aperture variabili (escluse le catene). Vengono sottoposti alla prova, in conformità al punto D.4, le aperture all'interno dello spazio libero in cui l'utilizzatore è impegnato in un movimento forzato, e/o i fori il cui bordo inferiore si trova a più di 1 000 mm ai di sopra della potenziale area di impatto. Le aperture devono essere conformi a uno dei seguenti requisiti: l'astina a forma di dito da 8 mm non deve passare attraverso la sezione trasversale minima dell'apertura e il profilo dell'apertura deve essere tale che l'astina non possa essere bloccata in alcuna posizione quando messa in movimento come indicato nel punto D.4.2; oppure se l'astina a forma di dito da 8 mm passa attraverso l'apertura, deve passare attraverso l'apertura anche l'astina a forma di dito da 25 mm, a condizione che l'apertura non permetta l'accesso a un'altra zona di intrappolamento dei dito. Gli spazi le cui dimensioni cambiano durante l'utilizzo delle attrezzature devono avere una dimensione minima in tutte le posizioni di 12 mm. Le fessure in singoli pezzi di legno non devono essere considerate come intrappolamento delle dita dove l'apertura diminuisce verso il centro della parte in legno. (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 4.2.7.6)
Le attrezzature dovrebbero essere costruite in modo da non creare le seguenti situazioni pericolose, che potrebbero provocare l'intrappolamento: a) tunnel nei quali i bambini possono strisciare con tutto il corpo; e b) parti sospese pesanti o con sospensioni rigide (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 4.2.7.4)
Le attrezzature dovrebbero essere costruite in modo da non creare situazioni pericolose che potrebbero provocare l'intrappolamento degli indumenti, tra cui le seguenti: a) spazi o aperture a forma di V in cui possa rimanere intrappolata parte di un indumento mentre l'utilizzatore compie un movimento forzato o immediatamente prima; b) sporgenze; e c) perni e parti in rotazione (giostre ad esempio) Gli scivoli o le pertiche devono essere costruiti in modo che le aperture posizionate entro lo spazio libero non intrappolino l'alamaro quando sottoposte a prova in conformità al punto D.3. I tetti devono essere costruiti in modo da non intrappolare l'alamaro quando sottoposti a prova in conformità al punto D.3. I perni e le parti rotanti devono essere costruiti in modo da impedire l'intrappolamento di indumenti o capelli. (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 4.2.7.3)
Le attrezzature devono essere costruite in modo che eventuali aperture non creino pericoli di intrappolamento per la testa e per il collo, sia che il passaggio avvenga prima con la testa o con i piedi. Le situazioni pericolose in cui può verificarsi questo tipo di intrappolamento includono le seguenti: - aperture completamente circoscritte con un bordo inferiore a più di 600 mm al di sopra della superficie di gioco, attraverso le quali un utilizzatore può scivolare prima con la testa o prima con i piedi: Le sagome C o E non devono passare attraverso un'apertura a meno che l'apertura non consenta anche il passaggio della sagoma a testa grande D. - aperture parzialmente circoscritta o a V con un'entrata situata a 600 mm o maggiore dal terreno: vengono rilevate con la sagoma "a pesce" in conformità al punto D.2.2. - altre aperture (per esempio aperture cesoianti o mobili): gli elementi non rigidi (per esempio le funi) non devono sovrapporsi se, così facendo, creano aperture non conformi ai requisiti delle aperture completamente circoscritte. Le aperture comprese tra le parti flessibili dei ponti sospesi e qualsiasi parte laterale rigida non devono essere minori di 230 mm di diametro nelle condizioni di carico più sfavorevoli. Devono essere considerate entrambe le situazioni, con e senza carico. (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 4.2.7.2)
Lo Standard UNI EN ISO 14001 definisce un "Sistema di gestione Ambientale" come parte del sistema di gestione aziendale volto a gestire gli aspetti ambientali, soddisfare gli obblighi di conformità legislativa e affrontare e valutare i rischi e le opportunità. Il Sistema di Gestione Ambientale è caratterizzato dallo sviluppo e dall'attuazione della politica ambientale e degli obiettivi che impegnino l'organizzazione alla piena conformità cogente (legislativa) e volontaria. https://www.holzhof.com/it/azienda/certificazioni/iso-14001
La UNI EN ISO 9001 è una norma volontaria volta al miglioramento continuo e costante dell'azienda, con obiettivo l'ottimizzazione della struttura organizzativa. Si tratta di una scelta strategica per le imprese che vogliono incrementare la propria produzione, abbattere i costi, diventare più competitive sul mercato e aumentare la fidelizzazione della clientela. https://www.holzhof.com/it/azienda/certificazioni/iso-9001
Quando viene ultimata una nuova area da gioco o dopo significative modifiche alle attrezzature o alle superfici, deve essere effettuata un'ispezione in seguito all'installazione da parte di una persona competente per valutare il livello complessivo di sicurezza (Rif UNI EN 1176-7:2020 punto 5.3). Il grado di competenza che una persona dovrebbe avere per eseguire l'ispezione ad un parco potrebbe dipendere da diversi fattori quali la grandezza del parco, la tipologia di giochi installati, la formazione individuale, le capacità personali acquisite con l'esperienza. L'ispezione ad un parco di piccole dimensioni, ad esempio, potrebbe essere eseguita anche dallo stesso gestore del parco che abbia seguito un corso di formazione specifico in materia mentre, per parchi più grandi, contenenti strutture complesse, è consigliabile chiedere questo servizio a un ispettore esterno che, oltre alla propria formazione personale, abbia acquisito un buon grado di esperienza in campo. L'ispezione effettuata in seguito all'installazione viene solitamente eseguita prima dell'apertura dell'area da gioco al pubblico e il suo scopo è quello di valutare l'attrezzatura e il suo ambiente per il livello globale di sicurezza nell'area da gioco (rif UNI EN 1176-7:2020 punto 6.1). La stessa dovrebbe essere eseguita da una persona "indipendente" ovvero dallo stesso gestore del parco, da un ispettore esterno qualificato ma anche dalla stessa ditta fornitrice purché la persona che esegue il servizio ispezione non abbia partecipato direttamente alla posa in opera delle attrezzature, oggetto di ispezione. Questo viene dichiarato espressamente nella norma di riferimento UNI EN 1176-7:2020 al punto 6.2.2 "….la stessa deve essere eseguita da una persona competente che non ha direttamente preso parte all'installazione e non è responsabile di eventuali lavori correttivi o di eventuali spese". Si veda anche il codice di condotta del CEN/TR 17207:2018 (in lingua inglese). La definizione di "persona competente" che dà la norma è quella di una "persona idoneamente formata, qualificata in base alle conoscenze e all'esperienza pratica a eseguire i compiti richiesti - (Rif UNI EN 1176-7:2020 punto 3.3) Nota 1: i livelli di conoscenza richiesti per i differenti livelli di competenza degli ispettori sono indicati, per esempio nel punto 5.1 del CEN/TR 17207:2018 e/o nelle specifiche nazionali Nota 2: può essere una persona competente un gestore, un ispettore, un impiegato del fabbricante o altri" In conclusione, in base a quanto dichiarato nella norma, colui che effettua un'ispezione a seguito dell'installazione/ posa di giochi dovrà essere una persona che ha partecipato a dei corsi di formazione specifici in merito alla sicurezza delle attrezzature e superfici per aree da gioco e l'interpretazione della Norma Europea EN 1176; dovrebbe inoltre aver acquisito idonea esperienza personale per aver effettuato più ispezioni in campo e raggiunto quindi la giusta "competenza" come precisato poc'anzi.
Ispezione destinata ad accertare il livello globale di sicurezza dell'attrezzatura, delle fondamenta e delle superfici di gioco (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 3.28) L'ispezione principale annuale è effettuata per stabilire il livello complessivo di sicurezza delle attrezzature, delle fondamenta e delle superfici, per esempio la conformità alla(e) pertinente(i) parte(i) della EN 1176, incluse eventuali modifiche apportate in seguito alla valutazione delle misure di sicurezza, gli effetti degli agenti atmosferici, la presenza di deterioramento o corrosione e qualsiasi variazione del livello di sicurezza delle attrezzature in seguito a riparazioni eseguite o all'aggiunta di componenti. Si dovrebbe prestare particolare attenzione alle parti "sigillate a vita". Questa ispezione delle attrezzature dovrebbe essere eseguita da persone competenti seguendo rigorosamente le istruzioni del fabbricante. (rif. UNI EN 1176-7:2020 punto 6.2)
Ispezione, più dettagliata di quella visiva periodica, destinata a verificare la funzionalità e la stabilità delle attrezzature (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 3.27) L'ispezione operativa è un'ispezione più dettagliata per controllare l'utilizzo e la stabilità delle attrezzature, in particolare per rilevare un'eventuale usura. Questa ispezione dovrebbe essere effettuata a intervalli da 1 a 3 mesi, oppure secondo quanto indicato nelle istruzioni del fabbricante. Si dovrebbe prestare particolare attenzione alle parti "sigillate a vita" (rif. UNI EN 1176-7:2020 punto 6.2)
Ispezione destinata a individuare pericoli evidenti che possono essere provocati dal normale utilizzo, da atti vandalici o dalle condizioni atmosferiche (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 3.26) L'ispezione visiva ordinaria consente di individuare pericoli evidenti che possono risultare da vandalismo, utilizzo o condizioni atmosferiche, per esempio pericolo come parti o bottiglie rotte. Per aree da gioco altamente frequentate o soggette a vandalismo, si può rendere necessaria un'ispezione quotidiana di questo tipo. (rif. UNI EN 1176-7:2020 punto 6.2)
In caso di contatto con il terreno, devono essere adottati uno o più metodi tra quelli seguenti: - utilizzo di specie di legno con sufficiente resistenza naturale in conformità alle classi di durabilità 1 e 2 della classificazione di resistenza naturale fornita nei punto 5.2 della EN 350:2016; - metodi di costruzione, per esempio appoggi per montanti; - utilizzo di legno trattato con preservanti del legno in conformità alla figura A.1 della EN 351-1:2023, e alla EN 335:2013, classe di utilizzo 4 (Situazione in cui il legno o il prodotto a base di legno è in contatto diretto con il terreno e/o con l'acqua dolce) (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 4.1.3)
Esempi di materiali comunemente utilizzati per l'assorbimento dell'impatto sono forniti nel prospetto 4 con le relative altezze massime di caduta libera, sottoposti a prova in conformità alla EN 1177 e misurati parzialmente sul posto e parzialmente in laboratorio con diverse condizioni di prova. (I materiali ad assorbimento di impatto dovrebbero essere sottoposti ad adeguata manutenzione. La mancata manutenzione di tali superfici provoca una notevole riduzione della proprietà di assorbimento dell'impatto. (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 4.2.8.5.2)
Movimento dell'utilizzatore causato dall'attrezzatura (per esempio dondolamento, scivolamento, rotazione della giostra ecc.) che una volta iniziato non può essere totalmente controllato dall'utilizzatore - (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 3.34)
Elemento destinato ad impedire che l'utilizzatore cada (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 3.23) L'altezza fino alla parte superiore del parapetto non deve essere minore di 600 mm e non maggiore di 850 mm se misurata dalla superficie della piattaforma, delle scale o della rampa (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 4.2.4.3)
PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes) è una Certificazione Forestale, che si fonda sul rispetto dei criteri e degli indicatori definiti nelle Conferenze Ministeriali per la Protezione delle Foreste in Europa (Helsinki 1993, Lisbona 1998). Un'azienda certificata è in grado di dimostrare la Catena di Custodia (Chain of Custody) del legname garantendo la rintracciabilità della materia prima certificata all'interno del processo di trasformazione, e mantenendo inequivocabile la provenienza da foreste certificate, gestite in modo sostenibile. https://www.holzhof.com/it/azienda/certificazioni/pefc
Tubo verticale o quasi verticale sul quale gli utilizzatori possono lasciarsi scivolare verso il basso - (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 3.39) Le pertiche a cui si accede attraverso una piattaforma o un altro punto devono avere una distanza di almeno 350 mm dalla pertica al bordo della struttura adiacente (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 4.2.8.2.3)
Superficie sopraelevata in cui uno o più utilizzatori possono stare in piedi senza la necessità di supporto per le mani. (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 3.21)
Il marchio "Plastica Seconda Vita" è un sistema di certificazione ambientale di prodotto dedicata ai materiali ed ai manufatti ottenuti dalla valorizzazione dei rifiuti plastici. È il primo marchio italiano ed europeo dedicato alla plastica riciclata. Introduce il concetto di "qualità" nelle plastiche di riciclo. Introduce il concetto di "rintracciabilità" dei materiali riciclati. Detto marchio nasce dall'esigenza di rendere maggiormente visibili e più facilmente identificabili i beni in materie plastiche da riciclo che vengono destinati alle Pubbliche Amministrazioni e/o alle società a prevalente capitale pubblico (GPP), nonché alla GDO (Grande Distribuzione Organizzata). Per questo motivo IPPR pubblica ogni anno il Repertorio dei materiali e manufatti a marchio "Plastica seconda Vita". Le attività per l'ottenimento del marchio PSV vengono svolte da IIP, l'Istituto Italiano dei Plastici, leader in Italia nella certificazione di prodotto per il settore delle materie plastiche.
Presa della mano attorno a una parte della circonferenza di un supporto (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 3.17) La sezione trasversale di qualsiasi supporto progettato per essere afferrato parzialmente deve avere una larghezza non maggiore di 60 mm (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 4.2.4.7)
Presa della mano attorno all'intera circonferenza di un supporto (rif. UNI EN 1176-1:2024punto 3.18) La sezione trasversale di qualsiasi supporto progettato per essere afferrato completamente per sostenere l'intero peso del corpo deve avere una dimensione compresa fra 16 mm e 45 mm in qualsiasi direzione, quando misurata passando per il centro - (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 4.2.4.6)
Mezzo di accesso comprendente una superficie inclinata su cui un utilizzatore può salire o scendere - (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 3.15) Le rampe devono avere un'inclinazione massima di 38° rispetto al piano orizzontale e devono avere un angolo costante. Per le rampe che portano a piattaforme fino a 1 m di altezza, un parapetto può sostituire la balaustra, purché la distanza sotto il parapetto sia minore di 600 mm. Se si utilizzano parapetti, questi devono essere previsti dall'inizio della rampa. Le rampe devono essere piane nel senso della larghezza con una tolleranza di +/-3°. Per ridurre il rischio di scivolamento, le rampe destinate a essere utilizzate da tutti i bambini devono essere munite di dispositivi per migliorare la presa del piede. (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 4.2.9.3)
Il testo analizza la complessa questione dell'adeguamento dei parchi gioco esistenti alla norma UNI EN 1176:2017, evidenziando il vuoto normativo e le discrepanze interpretative tra Italia e Germania.
Ecco un riassunto strutturato dei punti chiave:
In Italia regna l'incertezza su come valutare attrezzature conformi a versioni obsolete della norma (1998, 2003, 2008). Sebbene la norma non sia retroattiva, un ispettore che opera secondo la EN 1176:2017 si trova davanti a un bivio: la norma attuale non fornisce istruzioni su come gestire il pre-esistente. L'autore sostiene che l'ispettore debba rilevare le non conformità rispetto all'ultima edizione, pur specificando che l'attrezzatura era conforme al momento della costruzione.
A differenza dell'Italia, la Germania ha adottato un supplemento che permette di mantenere i vecchi giochi (anche conformi alla pre-1998 DIN 7926) a patto di superare test specifici:
L'evoluzione normativa ha creato situazioni paradossali riguardo all'altezza di caduta e ai materiali smorzanti:
Il testo conclude richiamando la UNI EN 1176-7:2020, che impone al gestore di considerare sia le info del fabbricante che i requisiti della norma attuale. La soluzione proposta è che l'ispettore non si limiti a un controllo burocratico, ma esegua una valutazione del rischio (basso, medio, alto). Sarà poi compito del gestore, informato sulla conformità originaria e sui rischi attuali, decidere se procedere all'adeguamento o alla sostituzione in base al rapporto costi/benefici e alla sicurezza degli utenti.
Superfici di aree di impatto destinate a ridurre il rischio di lesioni in caso di caduta su di esse - (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 3.4)
La Robinia, detta anche Pseudoacacia, è una pianta originaria dell'America del Nord naturalizzata in Europa 400 anni fa, dove si è espansa largamente. Il legno di Robinia è allo stesso tempo elastico, molto durevole e resistente agli improvvisi cambi climatici (umido/asciutto). Il colore di questo legno è molto variabile e con la vaporizzazione tende a scurirsi; ben si presta alla lavorazione, alle rifiniture e alla lucidatura. Il legno di Robinia risulta estremamente resistente al carico ed alla flessione, nonché straordinariamente resistente ai carichi dinamici. https://www.holzhof.com/it/azienda/materiali/robinia-pseudoacacia
Le sagome utilizzate per tale verifica sono descritte nell’appendice D (rif. UNI EN 1176-1:2024 D2.1)
Legenda
Le sagome utilizzate per tale verifica sono descritte nell’appendice D (rif. UNI EN 1176-1:2024 D2.2)Legenda
Mezzo di accesso comprendente tre o più rialzi su cui un utilizzatore può salire o scendere - (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 3.14) Le scale con un'altezza di caduta libera maggiore di 600 mm devono essere conformi ai requisiti del punto 4.2.4 per quanto riguarda la protezione contro le cadute. I parapetti e/o le balaustre devono essere forniti dal primo gradino e devono essere conformi ai requisiti perla presa parziale (punto 4.2.4.7) oppure deve essere previsto un corrimano. Per le scale che portano a piattaforme fino a 1 000 mm di altezza, un parapetto può sostituire la balaustra, purché la distanza sotto il parapetto sia minore di 600 mm quando misurata dal centro della pedata del gradino. L'inclinazione delle scale deve essere costante. Le aperture devono essere conformi ai requisiti relativi all'intrappolamento per testa e collo. Le pedate dei gradini devono essere tutte alla stessa distanza, di costruzione uniforme e orizzontali con una tolleranza di +/- 3°. Per fornire lo spazio necessario per stare in piedi, la sporgenza minima della pedata deve essere 140 mm e la profondità minima della pedata deve essere 110 mm. Nei casi in cui l'altezza totale della rampa di scale è maggiore di 2000 mm rispetto al terreno, devono essere previsti pianerottoli intermedi a intervalli di altezza non maggiore di 2000 mm. I pianerottoli intermedi devono essere larghi almeno quanto la rampa di scale e lunghi almeno 1000 mm - (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 4.2.9.2)
Mezzo di accesso formato da pioli o gradini su cui un utilizzatore può salire o scendere con l'aiuto delle mani - (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 3.13) La distanza tra i pioli o i gradini deve essere conforme ai requisiti per l'intrappolamento della testa e del collo. I pioli e i gradini non devono ruotare e devono essere tutti alla stessa distanza. Un uguale distanza è richiesta solo fra i pioli. Non è richiesta fra il piolo più alto e la piattaforma o il terreno e il primo piolo. Il requisito per un'uguale distanza non è applicabile alle scale di corda. Per consentire al piede di poggiare correttamente sul piolo o sul gradino, deve esservi uno spazio non ostruito sulla parte posteriore della scaletta di almeno 90 mm dal centro del piolo o del gradino misurato a 90° rispetto alla scaletta. I pioli e i gradini devono essere orizzontali con una tolleranza di +/-t 3°. Le scalette devono essere munite di pioli e/o montanti o di corrimano conformi ai requisiti relativi alla presa totale oppure alla presa parziale. (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 4.2.9.1)
L'angolo di inclinazione rispetto al piano orizzontale della zona di scivolamento non deve essere maggiore di 60° in alcun punto e non deve essere, in media, maggiore di 40°. L'inclinazione della zona di scivolamento deve essere misurata a partire dall'asse. Se le variazioni dell'angolo di inclinazione degli scivoli sono maggiori di 15°, fatta eccezione per la zona di transizione tra zona di partenza e la zona di scivolamento, l'angolo deve avere un raggio di curvatura come segue:
Lato della zona di partenza o della zona di scivolamento che contiene e guida l'utilizzatore - (rif. UNI EN 1176-3:2018 punto 3.14) La zona di scivolamento deve avere solide protezioni laterali con altezze (p) [vedere figura 5a) e figura 5b)] in conformità al prospetto 1, quando misurate perpendicolarmente alla superficie della zona di scivolamento. Nel caso di scivoli con sponde piatte, queste non devono deviare dalla verticale più di 30° [vedere figura 5b)] - (rif. UNI EN 1176-3:2018 punto 4.4.3)
Zona nella quale l'utilizzatore può mettersi in posizione di scivolamento (rif. UNI EN 1176-3:2018 punto 3.10) La zona di partenza può consistere in una piattaforma o nell'estensione della piattaforma di un'attrezzatura per aree da gioco. Ogni scivolo deve avere una zona di partenza di almeno 350 mm di lunghezza. La zona di partenza deve avere una pendenza verso il basso con tolleranza da 0° a 5° in direzione della zona di scivolamento, con misurazione effettuata a livello dell'asse della zona di partenza. Per gli scivoli combinati la piattaforma può essere utilizzata come zona di partenza (rif. UNI EN 1176-3:2018 punto 4.3.1)
Zona nella quale la velocità dell'utilizzatore si riduce per consentire l'allontanamento in sicurezza dallo scivolo - (rif. UNI EN 1176-3:2018 punto 3.12) Tutti gli scivoli devono includere una zona di uscita di Tipo 1 caratterizzata dalla zona di uscita corta e dall'area di impatto lunga, oppure di Tipo 2 caratterizzata da zona di uscita lunga e area di impatto corta. L'inclinazione della zona di uscita deve essere al massimo 10° (per il Tipo 1) o al massimo 5° (per il Tipo 2). La lunghezza minima della zona di uscita deve essere in conformità al prospetto 2. L'altezza (H) della parte finale della zona di uscita (vedere figure 6 e 7) sopra al suolo deve essere come indicato nel prospetto 2. Può risultare pericoloso l'arresto degli utilizzatori lungo la zona di scivolamento. Gli scivoli dovrebbero essere progettati in modo da evitare l'arresto involontario dell'utilizzatore prima del raggiungimento della zona di uscita (rif. UNI EN 1176-3:2018 punto 4.5)
Scivolo il cui accesso alla zona di partenza è possibile soltanto passando per un'altra attrezzatura o parti di attrezzatura - (rif. UNI EN 1176-3:2018 punto 3.3)
Scivolo separato da qualsiasi altra parte di attrezzatura con propri mezzi di accesso che collegano direttamente il suolo alla zona di partenza - (rif. UNI EN 1176-3:2018 punto 3.6)
Spazio, situato all'interno, sopra o attorno all'attrezzatura, che può essere occupato da un utilizzatore in caduta da una parte sopraelevata dell'attrezzatura. Nota: Lo spazio di caduta comincia all'altezza di caduta libera (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 3.8)
Spazio situato all'interno, sopra o attorno all'attrezzatura che può essere occupato da un utilizzatore che effettua un movimento indotto dall'attrezzatura (movimento forzato) - (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 3.6)
Spazio necessario per un utilizzo sicuro dell'attrezzatura, comprendente lo spazio di caduta, lo spazio libero e lo spazio occupato dalle attrezzature. (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 3.9)
Superficie di un'area da gioco da cui inizia l'utilizzo dell'attrezzatura per aree da gioco e che comprende almeno l'area di impatto - (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 3.5)
E' un legno termicamente modificato con alto valore aggiunto ed eccezionali proprietà di resistenza e durabilità, che esclude l'utilizzo di qualsiasi sostanza chimica. Il Termovuoto combina un processo di essiccazione sottovuoto ad alta efficienza energetica e un trattamento termico, con l'obiettivo di offrire un prodotto ecologico, a basso impatto ambientale, conveniente e di alta qualità. Grazie a questa tecnologia è possibile fornire a specie legnose, caratteristiche tipiche dei legni tropicali che vengono anche per questo importati, quali una spiccata piacevolezza estetica e particolari doti di durabilità non presenti nel legno naturale, che lo rendono particolarmente idoneo all'utilizzo in esterno.
Le travi rigide sospese sono considerate pesanti quando hanno una massa di 25 kg o maggiore. Deve esservi una distanza da terra di almeno 400 mm sotto le travi rigide sospese pesanti. La distanza da terra è misurata come la distanza fra il punto più basso del bordo inferiore della trave rigida sospesa pesante e la superficie sottostante. La trave rigida sospesa pesante deve essere costruita in modo che tutte le variazioni del profilo della trave abbiano un raggio di almeno 50 mm. L'escursione del movimento non deve essere maggiore di 300 mm e non deve estendersi oltre i montanti di supporto. La distanza tra i montanti di supporto e la trave rigida sospesa pesante non deve essere minore di 230 mm attraverso la sua intera escursione del movimento. (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 4.2.15)
Apertura tubolare chiusa e continua con una lunghezza tale per cui è necessario camminare a quattro zampe o inginocchiarsi per attraversarla. (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 3.40) I tunnel devono avere una lunghezza massima di 10.000 mm ed essere conformi ai requisiti indicati nel prospetto 1 - (rif. UNI EN 1176-1:2024 punto 4.2.7.4)
La norma fornisce delle linee guida per la progettazione dei parchi e delle aree da gioco per bambini e adolescenti e che contengono le attrezzature da gioco. L'obiettivo è quello di aumentare la sicurezza di tali spazi in termini di attrezzature installate e incentivare la costruzione di aree di dimensioni adeguate e facilmente accessibili dalle zone abitative.
La norma si compone di due parti Parte 1: Tavoli per tennis da tavolo, requisiti di funzionalità e di sicurezza, metodi di prova La norma specifica i requisiti di funzionalità e di sicurezza per i tavoli per tennis da tavolo. Parte 2: Sostegni per il montaggio della rete - Requisiti e metodi di prova La norma specifica i requisiti per il montaggio permanente o temporaneo della rete attaccata al tavolo per tennis da tavolo in conformità alla UNI EN 14468-1.
La norma si applica alle installazioni per gli utilizzatori di pattini in linea, pattini a rotelle (skateboards) o attrezzature per sport su rotelle simili, come ad esempio le biciclette BMX. Lo scopo della norma è quello di specificare i requisiti di sicurezza che, in larga misura, proteggono gli utilizzatori e terze persone (per esempio gli spettatori) dai pericoli quanto l'installazione è utilizzata come previsto o come ragionevolmente prevedibile.
La norma definisce cinque classi di utilizzo che rappresentano le diverse situazioni di servizio alle quali possono essere esposti il legno e i prodotti a base di legno. La stessa indica gli agenti biologici pertinenti ad ogni situazione. Le differenze tra le classi di utilizzo si basano sulle diversità di esposizione ambientale che possono rendere il legno o i prodotti a base di legno suscettibili al deterioramento biologico.
La norma fornisce una guida sui metodi per determinare e classificare la durabilità del legno e dei materiali a base di legno verso gli agenti biologici che degradano il legno. La stessa fornisce informazioni sulla previsione della durata della vita di prodotti in legno e classifica diverse specie di legno in base alla loro durabilità permettendo di selezionare le stesse, per uno specifico utilizzo.
10/03/2026 |
Leggi tutta la news12/01/2026 |
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